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Reportage sul Quarto Stage Nazionale KDIK

 

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Quarto Stage Nazionale KDIKÈ andato in archivio anche il quarto Stage Nazionale della Karate Dō Italia Kenkyūkai!

Oltre 120 i partecipanti che si sono dati appuntamento a Parma il 3 e 4 dicembre, presso i locali del Centro Internazionale Danza di via Pasubio 3 per due giorni di pratica intensa nei due stili praticati nella nostra federazione: Koryu Uchinadi e Shotokai.

 

I partecipanti allo stagePer quanto riguarda lo stile da noi praticato - Koryu Uchinadi - le tre sessioni previste (sabato mattina, sabato pomeriggio e domenica mattina) hanno consentito a tutti gli interessati di partecipare a nove allenamenti (tre per ogni gruppo di cinture), per un totale di ben diciassette ore di pratica!

Le cinture bianche e gialle hanno affrontato lo studio delle prime dodici tecniche di strangolamento e soffocamento (ju-ni shime waza mae zen) mentre il gruppo dei praticanti intermedi, cinture arancioni e verdi, approfondivano le tecniche di ricezione contro attacchi percussivi non schematici (pugni, gomitate, ginocchiate, calci e testate) sperimentando le medesime situazioni sia da in posizione eretta con contrattacco diretto che in situazioni particolarmente svantaggiose (bloccati contro ad un muro e a terra).

Shime waza Uke waza (quadrant drill)

Le cinture blu marroni e nere si sono invece dedicate allo studio del Kata Aragaki Seisan e delle relative applicazioni, mettendo effettivamente in pratica ogni singolo schema difensivo presente nella forma classica contro attacchi realistici non schematici (atti di violenza fisica abituale).

Aragaki Seisan bunkai jutsuAragaki Seisan bunkai jutsu

L’applicazione di tali modelli difensivi, per quanto estrapolati da uno dei kata più antichi tra quelli praticati ad Okinawa (la prima evidenza scritta che riporta la cronaca di un’esecuzione pubblica del Kata Seisan effettuata proprio da Seisho Aragaki risale al marzo del 1867), ne ha dimostrato l’inalterata attualità e la brutale efficacia a sottolineare come le forme originarie, non “addomesticate” a fini sportivi, siano tutt’altro che sterili sequenze coreografate bensì strumenti mnemonici per fissare modelli difensivi già appresi e per promuovere il consolidamento dei principi motori richiesti da ogni sistema funzionale di difesa personale reale.

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